LE TUE DOMANDE

  • Ricetta medica via email o con messaggio sul telefono, come fare?

    Le nuove disposizioni consentono ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “Numero di ricetta elettronica” senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo. L’assistito potrà chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica tramite: - trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore la casella di posta elettronica certificata (PEC) o quella di posta elettronica ordinaria (PEO); - comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con SMS o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico prescrittore il numero di telefono mobile; - comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico”

    • Data di pubblicazione 21 marzo 2020
    • Ultimo aggiornamento 21 marzo 2020
  • Ho la sindrome da stanchezza cronica (CFS) posso avere un codice di esenzione?

    Ad oggi, la Sindrome da stanchezza cronica (CFS) non ha diritto ad un codice di esenzione né per malattia rara (allegato 7 del DPCM 12 gennaio 2017) né per malattia cronica (allegato 8 del DPCM 12 gennaio 2017). Tuttavia, sul territorio nazionale esistono alcune organizzazioni di pazienti, nate per tutelare i diritti delle persone con CFS. Se ne elencano di seguito alcune: - CFS/ME OdV (Stanchezza cronica/Encefalomielite mialgica) - sito: www.cfsme.it - e-mail: info@cfsme.it - Associazione CFS - sito: www.associazionecfs.com - e-mail: amcfs.onlus@gmail.com

    • Data di pubblicazione 2 marzo 2020
    • Ultimo aggiornamento 2 marzo 2020
  • Posso chiedere l’inserimento della mia malattia nell'elenco delle malattie rare con codice di esenzione?

    Fra i vari proponenti, anche i cittadini e associazioni di pazienti possono avanzare richieste di inclusione, esclusione o aggiornamento delle prestazioni e dei servizi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La richiesta sarà esaminata dalla Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale. Istruzioni e moduli specifici per l'invio della richiesta sono disponibili sulla pagina dedicata del portale del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/portale/lea/dettaglioContenutiLea.jsp?lingua=italiano&id=5158&area=Lea&menu=aggLea.)

    • Data di pubblicazione 2 marzo 2020
    • Ultimo aggiornamento 2 marzo 2020
  • Cos'è il portale Orpha.net?

    Orphanet (www.orpha.net) è un database europeo che ha l'obiettivo di fornire informazioni sulle malattie rare e servizi correlati. Le malattie presenti in questo database sono codificate con l'ORPHA code, un sistema originale di codifica, che, se integrato nei flussi informativi sanitari, potrebbe offrire maggiore visibilità alle malattie rare e facilitare le analisi epidemiologiche. Negli anni, l’ORPHA code è stato implementato per essere allineato con altri sistemi di classificazione (es. ICD-10, OMIM). Orphanet è stato fondato in Francia dall’INSERM (Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica) nel 1997, diventando un progetto europeo a partire dal 2000, mediante lo stanziamento di fondi dedicati da parte della Commissione Europea e ha esteso gradualmente la sua rete a 40 paesi, inclusa l'Italia. Il database è accessibile gratuitamente in 8 lingue, incluso l'italiano. Le attività di Orphanet-Italia (orphanetitalia@opbg.net) sono coordinate dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

    • Data di pubblicazione 14 febbraio 2020
    • Ultimo aggiornamento 14 febbraio 2020
  • La fibromialgia ha diritto ad un codice di esenzione?

    Ad oggi in Italia la fibromialgia non ha diritto ad un codice di esenzione nè per malattia rara (allegato 7 del DPCM 12 gennaio 2017) nè per malattia cronica (allegato 8 del DPCM 12 gennaio 2017). Tuttavia, sul territorio nazionale esistono alcune organizzazioni di pazienti, nate per tutelare i diritti delle persone con fibromialgia, che si sono fatte promotrici di iniziative per il riconoscimento della malattia presso il Senato e il Ministero della Salute. Se ne elencano alcune: Associazione SCUDO AMICO Onlus ( www.scudoamicoonlus.it), AISF - Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (https://sindromefibromialgica.it), CFU - Italia Associazione Fibromialgici Uniti (http://www.cfuitalia.it).

    • Data di pubblicazione 7 gennaio 2020
    • Ultimo aggiornamento 7 gennaio 2020
    LEA
  • Ho una malattia rara, ho diritto all'invalidità civile?

    Una diagnosi di malattia rara non comporta automaticamente il diritto al riconoscimento all'invalidità civile. Il Ministero della salute ha istituito una tabella indicativa delle percentuali d'invalidità per le minorazioni e per le malattie invalidanti sulla base della Classificazione internazionale (ICD) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Decreto del Ministro della Sanità 5 febbraio 1992), che viene aggiornata periodicamente. All'interno di questa tabella sono elencate alcune malattie rare per le quali è stata fissata una percentuale di invalidità. Per tutte le altre, non incluse esplicitamente nell'elenco, nel calcolo dell'eventuale percentuale saranno prese in considerazione tutte le “infermità (sostanzialmente danni che interessano uno o più organi e apparati) che caratterizzano la patologia o comunque lo stato di salute e la capacità lavorativa del cittadino richiedente. Possono fare richiesta di riconoscimento dell’invalidità civile, secondo la Legge n. 118/1971, tutti i cittadini: I) di età compresa tra i 18 e 65 anni di età con da patologie invalidanti (purché le stesse non siano già state riconosciute dipendenti da causa di lavoro, da causa di servizio, da causa di guerra o per le quali non siano state riconosciute le provvidenze economiche previste a favore dei ciechi civili e dei sordi) che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo e/o un danno funzionale permanente; II) minori di 18 anni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età; III) ultra sessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età. Il riconoscimento dello status di invalido civile può dar luogo, a seconda del grado d’invalidità riscontrato, a prestazioni di tipo socio-sanitario, di tipo economico e agevolazioni nell'inserimento lavorativo. Per maggiori informazioni è possibile consultare la guida ai diritti dei cittadini con disabilità presente in questo portale nella sezione "Norme e documenti"

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2019
  • Cos'è un presidio accreditato?

    Per “presidio accreditato” si intende una struttura, preferibilmente ospedaliera, dove il paziente può recarsi per ricevere la formulazione della diagnosi, la certificazione della propria patologia e il trattamento. Ogni presidio deve essere appositamente individuato dalle Regioni (tramite specifico atto normativo), tra quelli in possesso di documentata esperienza nella diagnosi e nella cura di singole malattie o gruppi di malattie rare, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari, ad esempio per la gestione delle emergenze e per la diagnosi biochimica, genetica e molecolare (art. 2, comma 2, d.m. n. 279/2001). I presidi sono importanti nodi della Rete nazionale malattie rare, operano secondo protocolli clinici concordati e collaborano con i servizi territoriali e i medici di famiglia per la presa in carico e la gestione del trattamento. Con l'attivazione delle reti di Riferimento Europee per le malattie rare (European Reference Network - ERN), i presidi si stanno adeguando ai nuovi requisiti previsti dalle raccomandazioni dell’Unione Europea, in modo tale da poter svolgere anche l’azione di centri di expertise e candidarsi a partecipare alle suddette ERN.

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2019
  • Ho una malattia rara, ci sono ospedali specializzati a cui posso rivolgermi?

    Esiste una Rete nazionale malattie rare, istituita con il Decreto Ministeriale 279/2001, e composta da presidi accreditati (cioè ospedali, policlinici universitari e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - IRCCS) per la diagnosi e il trattamento, la prevenzione e la sorveglianza delle malattie rare. I presidi rappresentano un punto di riferimento per tutti i cittadini che hanno o sospettano di avere una malattia rara. Tali strutture sono identificate e accreditate da ogni regione con specifico atto normativo e sono dislocate su tutto il territorio nazionale. Per trovare i presidi accreditati è possibile consultare i siti internet delle Regioni o l’elenco completo o suddiviso per regioni nella sezione dedicata di questo portale. Per maggiori informazioni contattare il Telefono Verde Malattie Rare al numero gratuito 800896949

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2019
  • Ho un codice di esenzione per malattia rara a cosa ho diritto?

    Per le malattie rare non è riportato un elenco dettagliato delle prestazioni fruibili in esenzione, perché si tratta di malattie che possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi tra loro e, quindi, avere necessità assistenziali molto varie e complesse. Pertanto, a garanzia di una migliore tutela del paziente e di una maggiore flessibilità assistenziale, sarà compito del medico specialista del presidio accreditato scegliere tra le prestazioni incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quelle più appropriate alla specifica situazione clinica e utili al monitoraggio della malattia e delle sue complicanze ed efficaci per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti (d.lgs. 124/98). Infine, l’attestato di esenzione per malattia rara comporta il diritto ad effettuare in regime di esenzione tutte le prestazioni di assistenza sanitaria necessarie per l’inclusione nelle liste di attesa per trapianto. Non sono erogabili in esenzione i farmaci di fascia C.

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2019
  • Ho un sospetto di una malattia rara, devo pagare gli accertamenti diagnostici?

    Il cittadino, cui viene formulato un sospetto di malattia rara, dovrebbe essere indirizzato dal proprio medico curante presso un presidio della Rete nazionale malattie rare accreditato dalla regione per la malattia in oggetto. Il medico specialista del presidio accreditato indicherà le indagini finalizzate alla diagnosi e le prescriverà in regime di esenzione (cioè senza pagamento delle spese sanitarie), riportando sull'impegnativa (ricetta rossa) il codice R99. Una volta formulata la diagnosi, qualora sia confermata una malattia rara fra quelle incluse nell'apposito elenco dei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA (Allegato 7 del DPCM del 12 gennaio 2017), lo stesso medico specialista del presidio accreditato provvederà a rilasciare la certificazione di malattia rara su apposita modulistica, inserendo il relativo codice di esenzione.

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2019
  • Come si ottiene un codice di esenzione?

    È possibile richiedere l'esenzione all'Azienda sanitaria locale (ASL) di residenza, presentando la certificazione con la diagnosi di una o più malattie rare incluse nell'elenco dell’allegato 7 al DPCM 12 gennaio 2017. La certificazione viene rilasciata da uno dei presidi accreditati della Rete nazionale malattie rare. In virtù della libera scelta, o in caso di assenza di presidi accreditati in regione, è possibile rivolgersi ad un presidio di una regione diversa da quella di residenza purché all'interno della Rete nazionale malattie rare e accreditato per quella specifica malattia o gruppo di malattie rare. Il certificato, rilasciato ai fini dell’esenzione dal medico specialista del presidio, deve riportare, oltre alla diagnosi, anche il codice di esenzione della malattia o del gruppo di malattie a cui la stessa afferisce, come definito nell'allegato 7 al DPCM 12 gennaio 2017. Nei casi in cui la certificazione non consenta l’identificazione univoca della malattia rara (ad esempio quando una malattia fa parte di un gruppo, ma non è elencata esplicitamente fra gli afferenti/esempi), è opportuno che la stessa certificazione e il codice siano verificati da personale medico qualificato ed esperto del presidio accreditato.

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2019
  • Cos’è il codice ICD9, mi dà diritto all’esenzione dal ticket?

    ICD9 non è un codice di esenzione dal ticket delle prestazioni sanitarie. La sigla ICD fa riferimento alla Classificazione internazionale delle malattie. Si tratta di un sistema di classificazione che organizza le malattie e i traumatismi in gruppi sulla base di criteri definiti, che fu adottata in Italia agli inizi del 1900. Tale classificazione è aggiornata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità periodicamente. In questo caso, il numero 9 sta ad indicare la nona revisione. Nel 1979 è stata sviluppata e aggiornata annualmente una versione modificata e ampliata dell’ICD, con l’introduzione degli interventi e delle procedure diagnostiche e terapeutiche, del sistema di classificazione: la ICD9 CM “International Classification of Diseases, 9th revision, Clinical Modification” (il termine clinical è utilizzato per sottolineare le modifiche introdotte: rispetto alla ICD-9). In Italia la classificazione ICD9 CM è attualmente utilizzata per la codifica delle informazioni cliniche nella Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) e nel verbale di invalidità civile.

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 24 gennaio 2019
  • Ho un codice Orphanet, ho diritto all'esenzione?

    L'Orpha code (o “codice orpha”) non da diritto ad una esenzione, ma rappresenta un numero identificativo univoco per ogni specifica malattia rara relativo ad una nomenclatura elaborata all'interno del progetto europeo Orphanet (www.orpha.net). Lo scopo dell'iniziativa è fornire un linguaggio comune ad uso di tutti i professionisti e migliorare la visibilità delle malattie rare nei sistemi informatizzati della sanità e della ricerca a livello internazionale. Il progetto, promosso in Francia dall’INSERM (Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica) nel 1997 e ora diffuso in circa 40 paesi nel mondo, prevede un portale online che ha come obiettivo fornire informazioni sulle malattie rare e i farmaci orfani a disposizione di tutti i portatori di interesse. Pertanto, una malattia rara a cui sia assegnato un "codice orpha" non ha automaticamente diritto ad un codice di esenzione dal ticket per le prestazioni sanitarie (allegato 7 del DPCM del 12 gennaio 2017).

    • Data di pubblicazione 24 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2019
  • La mia malattia è rara?

    In Italia, in linea con l'Europa, una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, intesa come il numero di casi presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita, che nel caso specifico deve essere inferiore a 5 persone ogni 10.000 abitanti. Ad oggi si conoscono oltre 7000 malattie rare accomunate dalla complessità clinica, ma ampiamente diversificate fra loro per eziopatogenesi (cioè causa e sviluppo della malattia), sintomatologia e organi coinvolti. Circa l’80% delle malattie rare ha origini genetiche, ma altre possono essere determinate da infezioni (batteriche o virali), allergie, o sono dovute a fattori degenerativi, neo proliferativi, teratogeni (ovvero agenti chimici, fisici o biologici che danneggiano direttamente il feto a dosi innocue per la madre) o dall'interazione tra cause genetiche e ambientali. Esiste inoltre una grande differenza nell'età di insorgenza dei sintomi. Ci sono malattie rare che possono comparire alla nascita o durante l’infanzia, ad esempio molte malattie metaboliche; al contrario altre, come la sclerosi laterale amiotrofica, si manifestano solo in età adulta. In Italia con il DM 279 del 2001 è stato istituito un elenco di malattie rare che hanno diritto ad un codice di esenzione (allegato 1). Il DPCM del 12 gennaio 2017 ha aggiornato tale elenco (allegato 7).

    • Data di pubblicazione 22 gennaio 2020
    • Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2019
  • Chi ha diritto al codice di esenzione dal ticket per malattia rara?

    Possono fare richiesta di un codice di esenzione per malattia rara tutti gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale ai quali è stata diagnosticata e certificata, presso un presidio della Rete nazionale malattie rare accreditato per la patologia in oggetto, se elencata dell'Allegato 7 del Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017. I codici di esenzione inclusi nell'Allegato 7 sono validi su tutto il territorio italiano (non sono validi all'estero). Il tesserino di esenzione ha validità illimitata, a meno di specifiche indicazioni indicate nel momento del rilascio ( es.: esenzione da riconfermare dopo i primi 12 mesi).

    • Data di pubblicazione 10 gennaio 2019
    • Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2019