Valutare se un farmaco biologico specifico, anakinra, possa diventare un trattamento di prima scelta nella malattia di Kawasaki, rara infiammazione dei vasi sanguigni che colpisce soprattutto i bambini e può interessare le arterie coronarie, aumentando il rischio di gravi complicanze cardiache.
È questo l’obiettivo di un progetto dell’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, tra i 19 selezionati a livello nazionale con il bando Aifa 2025 dedicato alla ricerca indipendente sulle malattie rare, al quale è stato destinato un contributo economico pari a 983 mila euro.
Lo studio, coordinato dal Burlo Garofolo, vede la collaborazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e degli Spedali Civili di Brescia.
I tre centri fanno parte della rete INCiPiT (Italian Network for Pediatric Clinical Trials), che sosterrà le attività scientifiche e organizzative del progetto.
La ricerca, denominata Karisma (Kawasaki disease in an Anakinra Randomized trial Including Synthetic Management Arm), punta a verificare se anakinra possa offrire benefici rispetto all’approccio terapeutico attuale. La terapia oggi più utilizzata per la malattia di Kawasaki è quella con immunoglobuline per via endovenosa, ma circa un paziente su quattro non risponde adeguatamente al trattamento.
Le evidenze raccolte finora indicano che anakinra potrebbe ridurre la febbre e limitare il rischio di sviluppo di aneurismi coronarici, una delle complicanze più temute della malattia.
Lo studio valuterà sicurezza del farmaco, tollerabilità, durata del ricovero e benefici clinici complessivi, con l’obiettivo di produrre nuove evidenze per migliorare la cura dei bambini con questa patologia rara.