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Formazione universitaria per la redazione dei Progetti di vita: parere favorevole dalla Conferenza Unificata

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La Conferenza Unificata, nella seduta del 22 ottobre 2026, ha dato parere favorevole al Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 (conosciuto come Riforma della Disabilità) “che promuove la formazione universitaria degli operatori dei settori sociale e socio-assistenziale in materia di redazione dei Progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati delle persone con disabilità”. Ne dà notizia lo stesso Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Il Decreto prevede uno stanziamento complessivo di 13,75 milioni di euro ripartito tra i 54 Atenei che hanno attivato corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, educatori e pedagogisti; Servizio Sociale, assistenti sociali; Programmazione e gestione dei servizi educativi; Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; Scienze Pedagogiche; Servizio sociale e politiche sociali, con un contributo per ciascun Ateneo da utilizzare per l'assegnazione di borse di studio.

 


La legge in sintesi

Il Decreto legislativo 62/2024 riforma la valutazione della disabilità e introduce nuovi strumenti per garantire i diritti, l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità.

Tra le principali novità:

  • Nuova definizione di disabilità: in linea con la Convenzione ONU, considera l’interazione tra le compromissioni della persona e le barriere ambientali e sociali. La terminologia viene aggiornata, privilegiando l’espressione “persona con disabilità”.
  • Valutazione di base: dal 1° gennaio 2026 è affidata in via esclusiva all’INPS e prevede un procedimento unitario e multidisciplinare, basato sulle classificazioni internazionali ICD e ICF.
  • Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato: la persona con disabilità è protagonista delle scelte, degli obiettivi e dei sostegni necessari per favorire autonomia, inclusione e partecipazione sociale.
  • Accomodamento ragionevole: prevede modifiche e adattamenti necessari, nei singoli casi, per garantire l’effettivo esercizio dei diritti, senza imporre oneri sproporzionati o eccessivi.
  • Libertà di scelta e continuità dei sostegni: il progetto di vita deve favorire la scelta del luogo in cui vivere e, ove possibile, la domiciliarità delle cure e dell’assistenza.
  • Valutazione multidimensionale: un’équipe composta da professionisti sanitari e sociali, rappresentanti della scuola e dalla persona interessata, con le figure di supporto previste, definisce il progetto sulla base dei bisogni e delle preferenze individuali.
  • Fondo per i progetti di vita: vengono stanziati 25 milioni di euro annui dal 2025 per finanziare interventi e sostegni non compresi nell’offerta ordinaria del territorio.
  • Integrazione dei sistemi informativi: il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) e il Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS) supportano gli accertamenti e il riconoscimento delle prestazioni assistenziali e previdenziali, contribuendo a semplificare le procedure.

 

Approfondisci sul sito del Dipartimento per il programma di Governo e sul sito del Ministro per le Disabilità

  • Data di pubblicazione 27 ottobre 2026
  • Ultimo aggiornamento 27 ottobre 2026