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Una borsa di studio internazionale nel nome di Sveva Cicala, biologa e ricercatrice deceduta a soli 29 anni

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“Tranquilli, rientrerò nel 5 per cento” di sopravvivenza (ndr).

Sono le parole che Francesca Sveva Cicala, giovane biologa, ripeteva alla sua famiglia quando è stata colpita da un tumore cerebrale aggressivo.

Nonostante le statistiche che lasciavano poche speranze, era questa la sua voglia di vivere.

L’Ordine dei Biologi ha voluto ricordarla, intitolandole una borsa di studio internazionale.  

Proprio per mantenere vivo il suo impegno, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei biologi (Fnob), Vincenzo D’Anna, ha annunciato infatti un sostegno ai giovani ricercatori che studiano i tumori rari e aggressivi, offrendo loro nuove opportunità per portare avanti il proprio lavoro.

Francesca Sveva Cicala aveva 26 anni quando una crisi epilettica ha portato alla diagnosi di glioblastoma di quarto stadio.

Di fronte alla malattia, però, non ha rinunciato alla sua passione per la ricerca.

È tornata nei laboratori del Ceinge di Napoli scegliendo di studiare proprio il tumore che le era stato diagnosticato e trasformando un’esperienza personale difficile in un’occasione per contribuire alla conoscenza scientifica.

Il suo lavoro di ricerca si è concentrato su Setd8, un enzima presente in quantità elevate in oltre la metà dei glioblastomi. Lo studio di questa molecola potrebbe aiutare a individuare nuovi bersagli per future terapie.

Un lavoro che racconta la sua volontà di continuare a fare ricerca e di contribuire, attraverso la scienza, alla lotta contro una malattia complessa. 


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  • Data di pubblicazione 21 ottobre 2026
  • Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2026