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La forza delle emozioni in Quattro ali per volare

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Di Luana Penna, Ufficio Stampa ISS 

Quattro ali per volare, scritto da Alessandra Sala e Niccolò Seidita, è uno di quei libri che riescono a lasciare un segno profondo nel lettore grazie alla delicatezza con cui affrontano temi complessi e universali. 

La storia racconta l'incontro tra Aurorarosa e Giulio, due ragazzi di quindici anni che sembrano appartenere a mondi molto diversi.

Aurorarosa è ironica, intelligente e capace di scherzare persino sul suo nome insolito e sulla malattia con cui convive. Giulio, invece, ama i numeri, ha i capelli ribelli come quelli di un istrice e fatica ad accettare di essere continuamente diviso tra due genitori separati. A unirli sarà la scrittura di una poesia, che diventerà il luogo in cui imparano a conoscersi, a comprendersi e a guardare oltre le proprie fragilità. Attraverso questo percorso scopriranno che, per volare nella vita, non bastano soltanto due ali. 

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la capacità degli autori di raccontare una malattia rara senza trasformarla nel centro esclusivo della narrazione.

Aurorarosa convive con la glicogenosi di tipo II, conosciuta anche come malattia di Pompe, una patologia complessa e invalidante descritta con realismo e sensibilità. La malattia è presente, concreta e inevitabile, ma non definisce completamente la protagonista né limita il racconto alle sue difficoltà. Accanto alla sofferenza trovano spazio l'amicizia, i primi sentimenti, le paure, i sogni e il desiderio di costruire il proprio futuro. 

La forza della storia risiede anche nella sua autenticità.

Il romanzo nasce infatti anche dall'esperienza vissuta dall'autore Niccolò Seidita, che ha la stessa patologia raccontata nel volume e che insieme ad Alessandra Sala ha scelto di trasformare una realtà difficile in una narrazione capace di offrire comprensione e speranza. Questa vicinanza diretta al tema conferisce al racconto una notevole credibilità emotiva: le difficoltà non appaiono mai costruite per suscitare una facile commozione, ma emergono in modo naturale e sincero. 

La scrittura è semplice, immediata e coinvolgente. Gli autori utilizzano un linguaggio vicino al mondo adolescenziale senza risultare artificiosi o didascalici. I dialoghi sono credibili e fluidi, mentre la poesia diventa il linguaggio attraverso cui i protagonisti riescono a esprimere emozioni che spesso le parole quotidiane non sanno raccontare. 

Per queste caratteristiche, Quattro ali per volare rappresenta una lettura preziosa non solo per i giovani lettori, ma anche per gli adulti. Il libro favorisce una maggiore conoscenza delle malattie rare attraverso il coinvolgimento emotivo e l'identificazione con i personaggi, dimostrando come l'informazione possa essere trasmessa efficacemente attraverso una buona storia. 

Si tratta di un romanzo che parla di crescita, accettazione e coraggio. La malattia non rappresenta la fine del racconto, ma una delle condizioni attraverso cui i protagonisti imparano a guardare il mondo e a costruire la propria identità. E' una lettura significativa, intensa e capace di restare nella memoria di chi la legge. 

Alessandra Sala, Niccolò Seidita, Quattro ali per volare, Edizioni Il Ciliegio, 2014, euro 13,00   


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  • Data di pubblicazione 30 giugno 2026
  • Ultimo aggiornamento 30 giugno 2026