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Undiagnosed Day2026 : in una video-pillola il contributo del CNMR per le malattie senza diagnosi

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In occasione della Giornata delle malattie senza diagnosi, oggi 29 aprile 2026, il Dott. Marco Salvatore, primo ricercatore del CNMR dell’ISS e responsabile della struttura interdipartimentale che si occupa di patologie non diagnosticate, descrive, in una video-pillola realizzata da UNIAMO nell’ambito del progetto Jardin, i programmi nazionali e di rete internazionali, di cui l’Istituto Superiore di Sanità è membro. A partire dall’Undiagnosed Diseases Network International (UDNI), nato negli Stati Uniti, di cui l’ISS è stato cofondatore. Obiettivo del Network è trovare una diagnosi a pazienti identificati su scala mondiale, avvalendosi della expertise di medici e ricercatori (clinici e non, genetisti, statistici, bioinformatici, etc.). I casi di pazienti ancora senza diagnosi vengono inseriti in un database condiviso a livello globale ed esaminati mediante tecniche di genomica ad alto flusso, al fine di identificare un “secondo paziente” con caratteristiche simili, potenzialmente in grado di aumentare le conoscenze su quella specifica condizione. 

 Fondazione Telethon: grazie al programma per le senza diagnosi, il 49% dei bambini ha dato un nome alla propria condizione

Diagnosi genetica per un bambino su due e 16 nuovi geni identificati, responsabili di malattie genetiche rare. Sono questi alcuni dei risultati dello studio internazionale coordinato dall’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli (TIGEM), che ha analizzato oltre 1300 casi valutati tra il 2016 e il 2023, pubblicato sulla rivista Genetics in Medicine OPEN.

Lo studio è il frutto del Programma di Fondazione Telethon per le malattie non diagnosticate, promosso dal TIGEM, con il coinvolgimento di una rete nazionale di oltre 20 centri clinici italiani (qui l’elenco dei centri che hanno contribuito allo studio), basato su un modello strutturato che integra il sequenziamento dell’esoma in trio familiare (analizzando il Dna del bambino e di entrambi i genitori) con test di ingresso, analisi bioinformatiche avanzate, rianalisi periodica dei dati genetici e con un confronto continuo tra clinici e ricercatori.

Nel periodo considerato, il 49% dei bambini – che erano già stati sottoposti a test genetici di routine senza ottenere una risposta - ha ottenuto una diagnosi genetica definitiva, dopo un’odissea diagnostica durata in media circa otto anni prima dell’ingresso nel programma. Una volta arruolati, la diagnosi è stata comunicata entro 12–18 mesi.

La ricerca ha analizzato malattie pediatriche rare con oltre 330 geni coinvolti, evidenziando come oltre il 70% delle mutazioni identificate è di tipo “de novo”, cioè insorte per la prima volta nel bambino. Nei restanti casi sono state individuate mutazioni autosomiche recessive (ereditate cioè dai genitori, entrambi portatori sani) o varianti legate al cromosoma X (che colpiscono prevalentemente i maschi).

Inoltre, nel periodo preso in esame, il programma ha identificato di 16 nuovi geni responsabili di malattie genetiche rare e molti altri geni sono attualmente in fase di validazione. Ad oggi il programma ha prodotto 74 pubblicazioni scientifiche. Molti casi restano ancora senza diagnosi, poiché, evidentemente, molti geni responsabili di malattie genetiche devono ancora essere scoperti.

 L’ambulatorio delle senza diagnosi al Bambino Gesù

L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù segue la più ampia casistica pediatrica italiana di malattie rare, per oltre l’80% di origine genetica. Negli ultimi 10 anni ha identificato più di 100 nuovi geni-malattia e nel 2025 ha effettuato circa 40.000 analisi genetiche. È il centro pediatrico europeo con più affiliazioni alle Reti di Riferimento Europee (ERN) e segue circa 20.000 pazienti.

Un ruolo chiave è svolto dalla genomica funzionale, in particolare dal laboratorio zebrafish, che consente di verificare rapidamente l’effetto delle varianti genetiche. Inoltre, dal 2024 il Bambino Gesù utilizza la metagenomica nella pratica clinica per identificare patogeni rari o sconosciuti: una tecnica che analizza l’intero materiale genetico presente nei campioni biologici.

L’Ospedale è tra i maggiori punti di riferimento per le terapie cellulari e geniche: dal primo trapianto di cellule staminali geneticamente modificate nel 2014, alla prima terapia CAR-T in Italia nel 2018, fino alla terapia genica per la talassemia nel 2020.

L'Ambulatorio delle malattie rare non diagnosticate opera sia "virtualmente", attraverso l'esame della documentazione, trasmessa da altri centri o dalle famiglie dei pazienti con sospetta malattia rara, che "direttamente", attraverso prestazioni cliniche ambulatoriali. In Italia sono più di un milione gli under 16 affetti da una malattia rara. Il 60% attende in media 2 anni per ricevere una diagnosi dopo la comparsa dei primi sintomi di malattia e il 40% resta senza diagnosi.

 

Leggi l’editoriale su RaraMente: Malattie rare, la lunga strada verso una diagnosi, ma non senza speranza

Where Diagnosis Becomes Hope: The Power of Collaboration and Technology in Rare Diseases

 

 

  • Data di pubblicazione 29 aprile 2026
  • Ultimo aggiornamento 29 aprile 2026