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Latte umano donato, una tecnologia innovativa in aiuto dei neonati più fragili

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Se il latte della propria mamma dovesse essere insufficiente o non disponile affatto, i neonati della Terapia Intensiva e della Patologia Neonatale degli Ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino, potranno usufruire d’ora in poi di un latte donato molto simile a quello crudo materno, grazie all’innovativo pastorizzatore per piccoli volumi di latte umano Lo.V.Milk (Low Volumes Milk Pasteurizer).

Presentato di recente, durante il X Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), è, per ora, in dotazione solo della Banca del Latte degli Ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino, grazie alla donazione dell’associazione di genitori Piccoli Passi e della Fondazione Venesio. La sfida è estenderne l’utilizzo a tutti i neonati fragili e prematuri, in vista dell’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo che dal giugno 2027 riconoscerà il latte donato come tessuto, al pari del sangue.

Lo.V.Milk si basa sulla tecnologia High Temperature Short Time (HTST a 72°C per 15 secondi), frutto di un brevetto congiunto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Università di Torino e dell’azienda Giada S.a.S.. Ma come funziona? Grazie a tempi di pastorizzazione ridotti, permette di ottenere un latte maggiormente simile al latte materno crudo in termini di proprietà nutrizionali, fattori bioattivi e protettivi (contenuto in immunoglobuline e attività antivirale), struttura dei nutrienti e quindi digeribilità e biodisponibilità dei nutrienti, a parità di sicurezza microbiologica rispetto al corrispondente latte donato pastorizzato con tecnologia tradizionale (pastorizzazione Holder).

 

Il nuovo regolamento europeo

La legislazione europea conseguente alla pubblicazione, il 17 luglio 2024, nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, del nuovo regolamento europeo sugli Standards of Quality and Safety for Substances of Human Origin (SoHO) Intended for Human Application, prevede che, a partire dal giugno 2027, il latte umano donato passa da essere considerato alimento a tessuto, alla stregua del sangue, degli organi e delle sostanze di origine umana.

In Italia, tale cambiamento coinvolge tutte le 44 Banche esistenti nel Paese. E l’obiettivo è ora porre le basi per costruire una rete uniforme delle Banche su tutto il territorio nazionale, così come già avviene per la donazione del sangue.

Secondo un’indagine dell’AIBLUD pubblicata su Nutrients, in Italia solo poco più di un terzo dei neonati di peso inferiore a 1500 grammi (oltre 3000 all’anno in Italia) hanno attualmente accesso alla possibilità di essere alimentati con latte umano donato (36% nel 2023 e 34% nel 2024), che costituisce un vero e proprio ‘salvavita’. Anche la distribuzione delle Banche sul territorio nazionale appare molto disomogenea, con carenze soprattutto nel Sud e assenza in alcune regioni. La disponibilità di latte umano donato e la sua distribuzione uniforme su tutto il territorio nazionale rientrano, quindi, negli interventi di promozione della salute pubblica e di riduzione delle diseguaglianze in salute nei bambini più vulnerabili.

Infine, il progetto europeo IMAGINE-HMB (Programma EU4Health), coordinato dall’EMBA con la partecipazione di altri quattro partner europei, oggi in avanzata fase di realizzazione, si prefigge di redigere Linee Guida che dovranno orientare la futura attività delle Banche del Latte Umano Donato in tutta Europa.

 

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  • Data di pubblicazione 21 aprile 2026
  • Ultimo aggiornamento 21 aprile 2026