Siglato un nuovo Accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), finanziato attraverso il Fondo Autismo 2025-2026. L’Accordo prevede un investimento da 10 milioni di euro per rafforzare la rete nazionale dei servizi per l'autismo, potenziare la diagnosi precoce e rendere sempre più strutturato il progetto di vita delle persone autistiche.
In occasione del 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo, si rinnova così “l'impegno nazionale verso un modello di intervento sempre più integrato, basato sulla continuità assistenziale, sulla personalizzazione dei percorsi e sull'integrazione tra ambito sanitario, sociale e territoriale”, sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.
I punti principali dell’Accordo
Tra le priorità del nuovo accordo vi è quella di consolidare la rete nazionale per la gestione delle emergenze comportamentali. Tutte le Regioni – spiega Maria Luisa Scattoni, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Autismo e Direttrice del CNMR dell’ISS – sono state coinvolte nell’implementazione di servizi dedicati e di équipe specializzate per la gestione dei comportamenti problema, sia in età evolutiva sia adulta”. Fulcro operativo della rete sono le Équipe Dedicate per le Emergenze Comportamentali (EDECO), impegnate in attività di formazione, supervisione e supporto ai servizi territoriali. Ad oggi sono 67 i professionisti del Servizio Sanitario Nazionale formati attraverso percorsi promossi dall’ISS insieme a Fondazione Sospiro e AMICO-DI Onlus.
Tra gli elementi centrali del Fondo vi è il rafforzamento del progetto di vita, che diventa riferimento principale della presa in carico attraverso percorsi personalizzati costruiti sui bisogni, sulle preferenze e sul livello di funzionamento della persona. “Le Regioni e Province Autonome – prosegue Scattoni – sono chiamate a sviluppare percorsi personalizzati basati sui bisogni, sulle preferenze e sul livello di funzionamento della persona”.
Importante anche il miglioramento dell’accoglienza e dell’assistenza ospedaliera per persone nello spettro autistico e con disabilità intellettiva, grazie a modelli organizzativi dedicati, équipe specializzate e strumenti digitali di monitoraggio, con l’obiettivo di garantire un accesso ai servizi sanitari più equo e appropriato.
Prosegue parallelamente il potenziamento della diagnosi precoce attraverso il sistema di sorveglianza neuroevolutiva nei primi anni di vita e il rafforzamento delle reti cliniche già attive, come Network NIDA e BABY@NET, che hanno consentito il monitoraggio di migliaia di bambini e l’individuazione precoce di disturbi del neurosviluppo.
In questo ambito si inserisce il progetto MuSAND, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che studierà i segnali precoci di rischio nei primi mesi di vita attraverso un innovativo approccio multisensoriale, analizzando risposte a stimoli sensoriali e alle prime interazioni sociali per anticipare diagnosi e interventi.
Monitoraggio digitale, reti cliniche specializzate, formazione continua e centralità della persona rappresentano così i pilastri del nuovo modello di assistenza, orientato a migliorare concretamente la qualità della vita delle persone autistiche e delle loro famiglie lungo tutto l’arco della vita.
Infine, il Servizio nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale delle persone con disabilità e l'Osservatorio Nazionale Autismo organizzano il prossimo 9 aprile 2026 il seminario nazionale sul progetto di vita per persone con autismo ad alto livello di sostegno. Occasione di confronto tra istituzioni, operatori e comunità ecclesiale sui modelli integrati di presa in carico, contribuendo a promuovere una visione condivisa centrata sulla qualità della vita della persona.