Di Luana Penna, Ufficio Stampa ISS
Ci sono esperienze che cambiano profondamente il nostro modo di guardare la vita, costringendoci a confrontarci con la fragilità e a cercare, anche nei momenti più difficili, una ragione per continuare a sperare. Da questa consapevolezza nasce Oltre il vetro delle pareti bianche. Cronache di un’integrità ritrovata, una raccolta poetica di Gina Scanzani, un’opera intensa e autentica che trasforma la sofferenza in un percorso di conoscenza e rinascita interiore.
L’autrice racconta un cammino durato quattordici anni, segnato dalla lotta contro un tumore e dalle profonde trasformazioni che la malattia ha imposto al suo corpo e alla sua quotidianità.
Le poesie, composte durante un ricovero presso l’ospedale San Camillo di Roma, nascono dall’urgenza di ricostruire ciò che le cure hanno logorato e di ritrovare, attraverso le parole, uno spazio di libertà.
Le corsie, le stanze, i rumori e le finestre dell’ospedale diventano parte integrante della raccolta, trasformandosi da luoghi di attesa e sofferenza in spazi di osservazione e scoperta. Il vetro evocato nel titolo rappresenta una soglia tra la realtà della malattia e la possibilità di guardare oltre, verso un mondo che continua a esistere e un’interiorità ancora capace di sorprendere.
La forza di questi versi risiede nella capacità di cogliere significati profondi nei gesti quotidiani, nei dettagli apparentemente insignificanti e negli incontri che animano la vita ospedaliera. Pazienti, medici e infermieri compongono un mosaico di fragilità e solidarietà, ricordandoci che la cura non riguarda soltanto il corpo, ma anche l’ascolto, la vicinanza e il rispetto della persona.
Al centro dell’opera emerge il tema dell’integrità ritrovata, che non coincide necessariamente con il recupero della condizione fisica precedente alla malattia, ma con la possibilità di riconoscersi e accettarsi anche dopo una profonda trasformazione.
Gina Scanzani ci invita così a comprendere che il valore di una persona non si misura attraverso l’aspetto esteriore e che la fragilità non esclude la forza, ma può diventare il punto di partenza per una nuova consapevolezza.
La poesia non cancella il dolore, ma gli restituisce una voce e un significato. La scrittura diventa un modo per attraversare l’esperienza, custodirne la memoria e aprirsi a nuove prospettive, dimostrando che anche nei momenti più difficili è possibile ritrovare uno spazio per la bellezza e la speranza.
Oltre il vetro delle pareti bianche è dunque molto più di una testimonianza di malattia: è una riflessione sulla dignità, sulla resilienza e sulla capacità di ricominciare senza rinnegare le proprie ferite.
Un libro che parla a chi ha conosciuto la sofferenza, a chi si prende cura degli altri e a chiunque abbia dovuto imparare a convivere con il cambiamento.
Anche oltre il vetro di una stanza d’ospedale, la luce continua a filtrare e può indicare la strada verso un nuovo inizio.
Gina Scanzani, Oltre il vetro delle pareti bianche. Cronache di un’integrità ritrovata, Edizioni Ensemble, 2026, euro13