Di Luana Penna, Ufficio Stampa ISS
Scienza, arte e moda insieme per raccontare una nuova idea di cura.
Da questa intuizione nasce Un altro passo, uno spettacolo teatrale ideato da Adriana Bonifacino, medico e fondatrice di IncontraDonna, da anni impegnata nella promozione del diritto alla salute, della prevenzione oncologica e della patient advocacy in tutta Italia.
L'opera porta sul palcoscenico il progresso dell'oncologia e il valore della medicina personalizzata, trasformando temi scientifici complessi in un racconto accessibile ed emozionante.
Il progetto prende forma dall'esperienza clinica di Bonifacino e dal lavoro quotidiano accanto alle persone che affrontano una diagnosi oncologica. La presa in carico del paziente, spiega, non può limitarsi alla scelta della terapia più efficace sul piano biologico o molecolare, ma deve includere l'ascolto della persona nella sua interezza, considerando bisogni, fragilità, paure e dignità.
La medicina contemporanea si orienta sempre più verso percorsi terapeutici personalizzati, resi possibili dall'innovazione farmacologica e dai progressi della ricerca scientifica.
Ma la personalizzazione non riguarda soltanto il trattamento: significa costruire un percorso di cura su misura, proprio come avviene in un atelier di alta moda, dove ogni dettaglio è pensato per la persona che indosserà l'abito.
Da questa suggestione nasce il dialogo tra oncologia, moda e scienza: mondi solo in apparenza lontani, accomunati dalla stessa attenzione all'unicità dell'individuo.
Insieme a professionisti come Giovanni Carrada, Stefano Dominella e Guillermo Mariotto, il progetto ha sviluppato il concetto di tailoring, trasformando la terapia personalizzata in una metafora capace di parlare al grande pubblico.
Un altro passo sceglie il teatro come strumento di divulgazione perché il linguaggio della scena permette di raccontare la scienza attraverso emozioni, storie e relazioni. Un modo nuovo per avvicinare le persone a temi come oncologia, prevenzione e cura, superando i limiti di una comunicazione esclusivamente tecnica.
La drammaturgia è firmata da Filippo Maria Macchiusi, medico e autore teatrale, che ha saputo intrecciare rigore scientifico e narrazione, mentre la regia di Emma Quartullo, al suo esordio, dà vita a uno spettacolo che unisce sensibilità artistica, giovani talenti e responsabilità sociale.
Tra i messaggi centrali dell'opera emerge il valore della prevenzione.
Prendersi cura della propria salute significa non attendere la malattia, ma agire prima attraverso consapevolezza, informazione e partecipazione. La familiarità rappresenta soltanto uno dei fattori di rischio: la prevenzione deve diventare un autentico percorso di attenzione verso sé stessi.
Il significato di Un altro passo risiede proprio nella volontà di raccontare la medicina con uno sguardo più umano. Ogni paziente affronta il proprio cammino con tempi, difficoltà e bisogni diversi, e ogni passo verso la guarigione merita ascolto, rispetto e cura.
Nato come esperienza pilota, il progetto ha già suscitato interesse per la sua capacità di coniugare divulgazione scientifica e linguaggi artistici.
L'obiettivo è proseguire questo percorso portando lo spettacolo in altri teatri e festival, creando nuovi spazi di dialogo tra la comunità scientifica e i cittadini.