Di Luana Penna, Ufficio Stampa ISS
“Era il 2018 quando una domanda ha iniziato a farsi spazio in modo insistente: che futuro lavorativo avranno i nostri figli? Le risposte, spesso, erano già scritte e limitate — il settore alberghiero, la pet therapy. Strade dignitose, ma incapaci di restituire fino in fondo la complessità e il potenziale di quei ragazzi e ragazze.” Inizia con queste parole il racconto di Francesca Romana Picardi e Barbara Massucci fondatrici di Modelli si Nasce Autism Onlus, associazione che offre percorsi formativi personalizzati che preparano i ragazzi autistici ad entrare nel mondo della moda come modelli e fotomodelli
Il sogno che ha preso forma poco alla volta, fino a diventare realtà. L’intuizione è stata semplice e rivoluzionaria insieme: portare i ragazzi fuori dalla “scatola della disabilità” e mostrare al mondo autenticità, bellezza e talento. I figli di Francesca e Barbara, come gli altri ragazzi, erano — e sono — belli. Non solo esteticamente, ma nella loro autenticità. L’immagine diventa così un linguaggio nuovo, uno strumento capace di comunicare oltre le parole, diverso da quello a cui siamo abituati. “Un linguaggio che non respinge, ma attrae”, ci tiene a specificare Picardi.
Nel tempo, il progetto è cresciuto e si è strutturato. Oggi coinvolge diversi ragazzi e ragazze tra i 14 e i 34 anni, provenienti da diverse associazioni, ciascuno con il proprio livello di complessità. I posti disponibili sono limitati, ma ogni percorso è costruito con attenzione e viene personalizzato. Le sedi sono due, a Roma e a Catanzaro, sostenute anche grazie al 5 per mille e ad una rete di partnership sviluppata negli anni.
La formazione è il cuore pulsante dell’esperienza. I ragazzi e le ragazze acquisiscono competenze concrete: imparano a sfilare, a posare davanti all’obiettivo, a curare il trucco e la propria immagine. Ma soprattutto imparano a “guardarsi allo specchio”. È in quel gesto, apparentemente semplice, che si attiva un processo profondo di consapevolezza ed evoluzione.
L’autonomia e l’autostima crescono passo dopo passo. Ciò che nella quotidianità può apparire complesso, sul set diventa sorprendentemente fluido. In un contesto stimolante, fatto di musica, energia e divertimento, emergono risorse inattese. Anche le difficoltà — come la sensibilità ai suoni o la rigidità della passerella — diventano parte di un percorso che porta oltre i limiti apparenti.
Il lavoro è sostenuto da un’équipe multidisciplinare composta da psicologhe, psicoterapeute, educatori specializzati ed esperti del mondo della moda e della fotografia. Ogni ragazzo e ragazza costruisce il proprio portfolio con un video backstage, strumenti che raccontano non solo un’immagine, ma una strada tracciata.
Un momento simbolico del cammino di crescita di Modelli si Nasce Autism Onlus è stato lo scorso 2 aprile, quando al PalaTiziano di Roma si è tenuta la terza edizione di “Modelli si Nasce – Don’t Stop Me Now”, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Una performance duplice che ha coinvolto settanta ragazzi nello spettro autistico, alcuni dei quali sono stati protagonisti in passerella indossando creazioni firmate, altri in una mostra fotografica a Palazzo Braschi.
La Terza edizione di Modelli si Nasce è stata capace di coniugare moda e inclusione, attirando l’attenzione delle istituzioni e del pubblico, come anche sottolineato dalle parole di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, secondo cui l'importanza di tale evento nel contesto romano, promuove una moda che integra e non crea barriere.
Il progetto rappresenta un modello “pilota” che partendo da Roma può avere un respiro di carattere nazionale. Roma e Milano restano i principali punti di riferimento per il settore moda, ed è lì che il progetto si concentra, con l’ambizione che questa esperienza possa diventare un modello replicabile in altre città italiane.
Alla base di tutto restano due obiettivi profondi. Da un lato, valorizzare ogni ragazzo e ragazza per ciò che è, rispettandone i diversi livelli di funzionamento. Dall’altro, mostrare al mondo che quei giovani non sono solo spontanei e divertenti, ma anche professionali, credibili, capaci.
Sul set si crea qualcosa di raro: un equilibrio tra disciplina e libertà, tra tecnica e autenticità. I ragazzi e le ragazze si sentono modelli, ma senza filtri. Naturali. Ed è proprio questa naturalezza a rendere ogni scatto unico.
Le giornate restano impegnative, ma questi momenti diventano spazi di espressione e leggerezza. I ragazzi e le ragazze si incontrano, si formano insieme, condividono entusiasmo. Anche nei dettagli più semplici — le prove, le scarpe scomode — si costruisce un senso di appartenenza.
Intorno a loro, le famiglie osservano e accompagnano. I genitori sono parte attiva del percorso, mentre fratelli e sorelle partecipano con orgoglio, senza essere investiti di responsabilità.
Quella che prende forma è un’esperienza che mette al centro un messaggio chiaro: valorizzare la diversità significa arricchire l’intera società.
Promuovere iniziative di sensibilizzazione, coinvolgere un pubblico sempre più ampio, raccontare talento e nuove possibilità: tutto converge verso una visione in cui ogni persona autistica possa essere sé stessa e, proprio attraverso questa autenticità, contribuire a cambiare lo sguardo e la percezione degli altri.
Perché, in fondo, la bellezza più potente è quella che non chiede di essere adattata. Ma solo riconosciuta.