Di Filippo Bonanni, Direttore Centrale Direzione Salute e Prestazioni di disabilità - Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) - Roma
Il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità in Italia sta attraversando un cambiamento epocale. La riforma della disabilità, introdotta dal Decreto Legislativo 62/2024, segna il passaggio da un modello di valutazione medico-clinico a un approccio biopsicosociale.
Ciò significa che tutti i cittadini e le cittadine potranno contare su un processo valutativo unificato, multidisciplinare e integrato, che rende possibile valutare non solo la patologia, ma anche l’impatto della condizione di disabilità sulla vita quotidiana.
Attualmente la riforma è in vigore in via sperimentale in 60 Province e entrerà a regime in tutto il Paese il primo gennaio 2027. Elemento cardine del nuovo procedimento è la valutazione di base che si attiva con la trasmissione telematica del certificato medico introduttivo all’Inps, unico titolare del processo.
Tale modalità elimina duplicazioni e rende la procedura valutativa omogenea in tutto il territorio nazionale.
L’impatto della riforma è particolarmente significativo per le persone con malattie rare, spesso penalizzate dalla carenza di criteri medico‑legali adeguati a descrivere la variabilità e l’eterogeneità delle loro condizioni. Per rispondere alle criticità, il nuovo processo valutativo introduce strumenti, finalizzati a migliorare l’accuratezza e la coerenza delle informazioni raccolte in fase di accertamento. Tra questi, il nuovo certificato medico introduttivo, che svolge una funzione essenziale: oltre ad essere il punto unico di avvio dell’iter di riconoscimento della condizione di disabilità permette di avere una visione completa della persona dal punto di vista medico-legale, funzionale e sociale.
La sua struttura, inoltre, è concepita per essere adattata a quadri clinici differenti. Ne sono un esempio le certificazioni specialistiche, quali il certificato medico introduttivo per le malattie oncologiche ed il certificato introduttivo pediatrico. A rafforzare tale quadro valutativo il Decreto Interministeriale 94 del 2025 ha aggiornato i criteri per le tre patologie che attualmente sono oggetto della sperimentazione nelle 60 province (spettro autistico, diabete mellito tipo 2 e sclerosi multipla). Un’ulteriore novità riguarda la gestione delle revisioni, le quali secondo il Decreto Legislativo 62 del 2024, sono previste solo in casi eccezionali.
Nell’ambito delle malattie rare, il certificato medico introduttivo, può assumere un ruolo rilevante perché risponde a bisogni che da anni il settore evidenzia: semplificazione dei passaggi amministrativi, tempi più brevi e criteri valutativi chiari.
Pertanto, tra le prospettive operative, ci si auspica una collaborazione tra Inps e la Federazione Italiana Malattie Rare per la definizione di nuovi modelli di certificati specialistici dedicati ai disturbi del neurosviluppo e alle patologie rare in età pediatrica. A tal fine, sarà possibile restituire una rappresentazione dettagliata della condizione del minore e, al contempo sarà ridotto il carico burocratico sulle famiglie. Il punto di forza di questo percorso è la costruzione di un sistema nazionale coeso, in cui la valutazione della condizione e la risposta assistenziale sono condivise e omogenee.
Un passo decisivo verso un Paese che garantisce alle persone con disabilità e alle loro famiglie un accesso facilitato alle prestazioni con il preciso obiettivo di rafforzare le tutele.
Link utili sul sito dell’Inps: Portale Inps - Certificato medico introduttivo - Invalidità civile e dossier sul Portale Inps - Riforma della disabilità