“Il medico per me è uno di famiglia” è lo slogan del nuovo spot promosso dalla FNOMCeO per sensibilizzare i cittadini sul tema delle aggressioni ai professionisti sanitari, fenomeno in crescita soprattutto nei reparti di emergenza-urgenza. La campagna prende avvio in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre il 12 marzo, e viene presentata a Perugia durante il convegno “Curare senza paura”, dopo una prima diffusione attraverso affissioni e stampa. Lo spot sarà rilanciato sui social e arriverà nelle sale cinematografiche in autunno.
Il video racconta l’attesa in un pronto soccorso attraverso lo sguardo di un paziente sempre più irritato, mentre altri cittadini ricordano come le priorità di cura dipendano dalla gravità dei casi e condividono esperienze positive con i medici. Quando finalmente entra in ambulatorio, il paziente trova un medico provato dal lavoro e, in un simbolico ribaltamento dei ruoli, è lui a preoccuparsi per lo stato del professionista. Il messaggio finale richiama il valore, anche umano, del lavoro dei medici e della relazione di cura, per cui: “È impossibile non volere bene ai medici, perché ti fanno stare bene”.
A spingere l’iniziativa sono anche i dati sulle aggressioni: nel 2024 si sono registrati circa 18mila episodi, duemila in più rispetto ai 16mila del 2023. Numeri che rafforzano l’obiettivo della campagna, dedicata a valorizzare il legame di fiducia e la vicinanza umana dei medici, non solo professionisti ma punti di riferimento nella vita quotidiana dei cittadini.
Secondo il presidente FNOMCeO Filippo Anelli, l’aumento degli episodi di violenza impone una risposta coordinata e un impegno per ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti sanitari, spesso compromesso da tensioni che non dipendono dall’operato dei medici. La campagna sceglie un linguaggio positivo per valorizzare la relazione medico-paziente, considerata il cuore del Servizio sanitario nazionale e un patrimonio di fiducia da preservare.
Accanto alla sensibilizzazione, sottolinea Anelli, servono però interventi strutturali urgenti per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro e promuovere un cambiamento culturale capace di riconoscere la sanità pubblica come bene comune da tutelare. Proteggere chi cura, infatti, significa proteggere l’intera comunità.
Guarda lo spot: https://youtu.be/KYqll_S0KlM