Vittorio Veneto (Treviso)
25 gennaio 2026
In occasione della Giornata Mondiale della Memoria, Anffas Onlus Sinistra Piave ha promosso una mostra dal titolo “Aktion T4 – Perché non accada mai più”, dedicata alla ricostruzione storica dello sterminio delle persone con disabilità perpetrato dal regime nazista a partire dal 1939.
L’esposizione, di carattere itinerante, è stata realizzata da Anffas Emilia Romagna ed è composta da 31 pannelli illustrativi. Dopo l’inaugurazione avvenuta il 25 gennaio presso l’Istituto dei Padri della Consolata, in Via Rizzera 243 a Vittorio Veneto, la mostra sarà visitabile con i seguenti orari:
L’iniziativa si propone di far conoscere, in particolare alle nuove generazioni, pagine di storia spesso ignorate o poco approfondite, mostrando fin dove possano spingersi la follia ideologica e la brutalità umana. L’Aktion T4 rappresentò infatti una vera e propria pulizia etnica voluta dal Terzo Reich, giustificata dall’ossessione per la “purezza della razza” e da motivazioni esclusivamente economiche, e costituì una tragica anticipazione della Shoah.
Il programma ebbe inizio nel 1939 con l’eliminazione dei bambini con disabilità, spesso sottratti alle loro famiglie, e proseguì con le persone ricoverate negli ospedali psichiatrici – coinvolgendo anche l’Italia, con pazienti provenienti dagli ospedali di Pergine Valsugana e Venezia – fino ad arrivare agli anziani affetti da malattie legate alla senilità. Per questi ultimi l’operazione si concluse nel 1941, anche a seguito delle proteste della Chiesa cattolica, mentre per i bambini continuò fino al termine della guerra. Le vittime complessive superarono le 300.000 persone.
Ancora oggi, purtroppo, si osservano nel mondo (in Paesi come Olanda, Inghilterra, Australia e Cina) segnali di quel darwinismo sociale teorizzato da Francis Galton, ideologo che ispirò l’Aktion T4, volto a escludere o eliminare individui ritenuti “non utili” alla società. A quelle vittime è dedicata questa mostra, affinché la memoria del passato ci guidi verso un futuro più giusto, in cui le persone con disabilità siano sempre riconosciute come portatrici di diritti, dignità e rispetto, anche nei momenti di difficoltà economica.
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