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Quando la scuola valorizza le differenze, il viaggio nella matematica inclusiva di una ragazza con problemi di vista e udito

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Di Luana Penna, Ufficio Stampa ISS 

Viaggi nella matematica inclusiva è un libro che racconta la scuola attraverso la metafora del viaggio. Già il titolo richiama il Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Charles Darwin, diario nel quale lo scienziato inglese descrive i cinque anni trascorsi a bordo della nave Beagle, tra osservazioni, scoperte, difficoltà, delusioni e nuove conoscenze. Allo stesso modo, anche il percorso scolastico viene presentato come un lungo viaggio, fatto di incontri, cambiamenti, emozioni e scoperte. 

Al centro del racconto troviamo la scuola secondaria di primo grado, descritta come un ponte tra ciò che viene prima e ciò che viene dopo. Sono tre anni particolarmente importanti, durante i quali i bambini si trasformano progressivamente in ragazzi. Gli insegnanti accompagnano questo passaggio, spesso osservando gli studenti attraversare la scuola quasi come “treni in corsa”, lasciando ogni volta tracce e insegnamenti. 

Il viaggio narrato nel libro è quello di una ragazza ipoacusica e ipovedente che affronta il percorso della scuola media con coraggio, determinazione e ostinazione.

La sua esperienza diventa però anche il viaggio professionale dell'insegnante Patrizia Durastanti autrice del libro, che è costretta a ripensare il proprio modo di insegnare la matematica e a cercare strategie nuove, semplici e accessibili. 

La matematica non viene presentata come una disciplina astratta e difficile, riservata soltanto a chi possiede particolari capacità, ma come una forma di conoscenza che può essere scoperta, esplorata e sperimentata da tutti. Attraverso la manipolazione, il gioco, l'esperienza concreta e la scoperta, la classe si trasforma in un vero e proprio laboratorio permanente di conoscenza. 

Questa prospettiva si collega alle riflessioni di José Fernández del Campo sull'insegnamento della matematica agli alunni con disabilità visiva e alle considerazioni del professor Dario Russo, secondo cui la matematica dovrebbe essere costruita attraverso l'esplorazione e la scoperta personale. L'attività concreta non è quindi soltanto un aiuto per comprendere la matematica, ma diventa essa stessa una parte autentica dell'attività matematica. 

Il valore del libro risiede soprattutto nella sua forte dimensione inclusiva. L'esperienza della protagonista dimostra che le difficoltà possono diventare l'occasione per mettere in discussione metodi didattici consolidati e per costruire un ambiente di apprendimento nel quale ogni alunno possa sentirsi protagonista e capace. L'inclusione, quindi, non consiste semplicemente nel trovare strumenti compensativi per chi ha una difficoltà, ma nel progettare una didattica che possa essere significativa e accessibile per tutti. 

Il libro nasce anche dal timore che il lavoro svolto in tre anni possa andare perduto, dimenticato tra i tanti file di un computer o sommerso dalle nuove emergenze scolastiche. Scrivere significa allora conservare, ma soprattutto mettere a disposizione degli altri insegnanti idee, strategie, riflessioni e percorsi che possano essere riutilizzati e adattati in situazioni diverse. 

Il libro assume anche il valore di una testimonianza sulla necessità di una scuola fondata sulla condivisione e sul confronto tra docenti, indipendentemente dalla disciplina o dall'ordine scolastico di appartenenza. La buona scuola non può essere costruita individualmente: richiede collaborazione, dialogo e disponibilità a imparare anche dalle esperienze degli altri. 

Viaggi nella matematica inclusiva appare quindi come un libro che parla di matematica, ma in realtà racconta molto di più. Parla di scuola, di insegnamento, di crescita e soprattutto della capacità di cambiare prospettiva quando si incontra un alunno con bisogni particolari. Il viaggio della ragazza diventa così anche il viaggio dell'insegnante, che scopre una matematica diversa: più concreta, più vicina all'esperienza e, proprio per questo, più accessibile. 

La lettura invita a considerare la matematica non come un insieme di regole da memorizzare, ma come un'esperienza di conoscenza che può coinvolgere tutti. È una matematica capace di “accendere gli occhi e gli animi” degli alunni e di far nascere in ciascuno la consapevolezza di poter imparare. 

Il messaggio forte e chiaro dell’autrice è quello di una scuola realmente inclusiva, nella quale le differenze non rappresentano un ostacolo, ma un'occasione per sperimentare nuovi modi di insegnare e di apprendere.

Un viaggio che non riguarda soltanto gli studenti, ma anche gli insegnanti, chiamati a mettersi continuamente in gioco, a osservare, ricercare, sperimentare e condividere. 

Patrizia Durastanti, Viaggi nella matematica inclusiva, Edizioni Thyrus, 2015, euro 14,00 


  • Data di pubblicazione 9 ottobre 2026
  • Ultimo aggiornamento 9 ottobre 2026