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Ileana Argentin, il coraggio di una vita al servizio dei diritti

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E’ venuta a mancare lo scorso 31 gennaio Ileana Argentin, all’età di 62 anni. Una donna che ha trasformato la propria esperienza di vita in una battaglia collettiva per i diritti, la dignità e l’inclusione delle persone con disabilità, lasciando un segno nella società, nelle istituzioni e nel mondo dell’associazionismo.

Affetta da atrofia muscolare spinale, Argentin ha trasformato la propria condizione in una forza capace di incidere profondamente sulle istituzioni e sulla cultura collettiva, diventando voce autorevole di tante persone con disabilità e delle loro famiglie. 

A ricordarla con profonda commozione è stata anche l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), associazione nella quale ha militato a lungo. 

“Ileana è stata una persona che non si è mai tirata indietro, che ha fatto della sua condizione una testimonianza – ha dichiarato Stefania Pedroni, presidente Uildm – e che con il suo lavoro è diventata voce di tante persone con disabilità. È stata sempre in prima linea per un mondo più inclusivo e più giusto, nell’associazionismo come nell’impegno politico e istituzionale”. 

Il suo percorso pubblico affonda le radici proprio nell’associazionismo. Come racconta il giornalista Marco Piazza, che la conobbe negli anni Novanta grazie a Uildm Roma, Argentin si distingueva per un approccio concreto, diretto, mai formale: testava di persona l’accessibilità degli spazi, attraversava la città con la sua carrozzina elettrica – che amava rivestire di stoffe colorate – e denunciava senza mediazioni le barriere architettoniche, culturali e sociali. Da una di queste inchieste nacque la battaglia per rendere Roma “una città di tutti”. 

Nel 2000, in occasione del Giubileo, il sindaco Francesco Rutelli le affidò la delega alle politiche per la disabilità.

Successivamente, con Walter Veltroni, Argentin ricoprì anche la delega alla salute mentale. Eletta poi deputata del Partito Democratico per due legislature (2008-2018), contribuì in modo determinante a importanti provvedimenti legislativi, tra cui la legge sul “Dopo di noi”, fondamentale per garantire tutele e prospettive di vita alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. 

La camera ardente è stata allestita in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, dove il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha reso omaggio a una donna che “ha ampliato e moltiplicato gli spazi di libertà della città”. 

“Quella di Ileana – ha sottolineato – è stata un’eccezionale esperienza di vita piena di coraggio, passione civile, fantasia e gusto per la libertà. Non ha mai nascosto la fatica della disabilità, ma l’ha trasformata in una straordinaria forza personale e collettiva”. 

Parole di profondo cordoglio sono arrivate anche dall’assessora capitolina alle Politiche sociali e alla salute Barbara Funari, che ha definito Argentin “una pioniera” capace di scardinare non solo le barriere architettoniche, ma soprattutto quelle culturali, lasciando un’eredità che continuerà a orientare le politiche sociali della città e del Paese. 

Instancabile, ironica, determinata, Ileana Argentin, secondo tutti coloro che l'hanno conosciuta ha saputo fare della politica uno strumento di emancipazione concreta, vissuta ogni giorno “per strada”, tra le persone. Come amava dire, ogni suo giorno valeva doppio. Ed è forse per questo che il segno che lascia è così profondo.  

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  • Data di pubblicazione 13 febbraio 2026
  • Ultimo aggiornamento 13 febbraio 2026